FarmacieUnite: "Una chiusura crea un danno alla farmacia, che alla fine dei conti è una attività economica e ogni giorno di chiusura determina una perdita"
E’ successo ciò che non sarebbe dovuto succedere. Era già accaduto più volte nei mesi scorsi che una farmacia fosse costretta a rimanere chiusa perché tutti i componenti della squadra fossero positivi al Covid-19, ma in questo febbraio 2021 in cui tutti i farmacisti dovrebbero già essere vaccinati, non sarebbe dovuto succedere.
Le farmacie sono luoghi sicuri, fin dall’inizio della pandemia hanno saputo inventarsi le procedure di sicurezza che poi sono diventate di uso comune, hanno "inventato" l’uso dello schermo di plexiglass al banco, gli ingressi contingentati e il distanziamento, l’uso di mascherine e gel disinfettanti fin minuto zero della pandemia.
La chiusura di una farmacia genera prima di tutto danni verso la popolazione, verso chi usufruisce dei servizi della farmacia che vede interrompersi un servizio essenziale. Genera danni a chi è rimasto costantemente in prima linea, dietro al bancone della farmacia, con coraggio e abnegazione e alle loro famiglie che dovranno sopportare un periodo di quarantena. Genera un danno alla farmacia, che alla fine dei conti è una attività economica e ogni giorno di chiusura determina una perdita. I farmacisti non possono più aspettare, devono essere vaccinati, tutti.
FarmaceUnite esprime solidarietà a tutti i colleghi che si sono trovati nella circostanza di dover chiudere la loro Farmacia perché positivi al covid-19 e alle famiglie di chi ha subito una perdita a causa dell’infezione. Una circostanza del tutto evitabile se i farmacisti fossero stati considerati essenziali e di conseguenza vaccinati.
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