E' una proposta di delibera regionale al vaglio dei sindacati. Nessn taglio allo stipendio
La Regione Emilia Romagna ancora una volta si propone come capo fila in Italia per le sue iniziative pro vaccini. L'ente senza mezzi termini ha detto ai medici e agli infermieri degli ospedali "o vi vaccinate contro il morbillo, la rosolia e la varicella oppure in certi reparti – quelli definiti "ad alto rischio", dal pronto soccorso all’oncologia – non potete lavorare". E' una proposta di delibera regionale presentata dai vertici e che a breve potrebbe diventare legge, aprendo così un altro fronte.
Nel dettaglio il provvedimento individua "delle aree sanitarie ad alto rischio" sia per gli operatori sanitari sia per i pazienti.
E chi non si vaccina? Il documento è chiaro: chi non effettuerà la profilassi non correrà comunque il rischio di perdere il posto di lavoro. Il licenziamento, infatti, non è un’opzione; lo sarà invece la possibilità di essere «spostati a mansioni equivalenti o inferiori», come si legge nella proposta di "Accordo in merito alla prevenzione del rischio biologico in ambiente sanitario", senza tuttavia tagli allo stipendio. E così anche un primario potrebbe essere retrocesso a medico semplice, pur "garantendo(gli) il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza".
Medici e infermieri giudicati "da non adibire ad assistenza diretta" nei reparti a rischio (da oncologia a pediatria, da malattie infettiva al pronto soccorso etc.) potranno essere spostati temporaneamente fino a quando non si sottoporranno alle punture. In alternativa, giungerà il trasferimento. La proposta dovrà passare al vaglio dei sindacati. Decisivi gli incontri delle prossime settimane, a cui guardano con attenzione i circa diecimila operatori sanitari coinvolti da Piacenza a Rimini. Di recente a Modena il problema è emerso in tuta la sua complessità con il caso dell’epidemia di pertosse con 6 casi in pazienti e 16 casi di pertosse in operatori sanitari, tra Ospedale Civile di Baggiovara e Ospedale Policlinico. Epidemia che fu molto probabilmente originata proprio da operatori sanitari.
Aodi: “Il decreto anti-violenza è un vero fallimento. Basta provvedimenti inefficaci e inutili proclami. Servono misure drastiche e strutturali. Il Viminale intervenga subito con un nuovo piano sicurezza"
Secondo il Centro di Ricerca sugli Enti Pubblici, società di Fondazione Etica, il personale medico assunto con contratto di lavoro a tempo interminato percepisce mediamente una retribuzione media annua lorda pari a poco più di 87.000 euro
La Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 5501 del 2 marzo 2025, ha stabilito che il dirigente medico che esercita un’azione di esatto adempimento non può ottenere nulla di più della normale retribuzione mensile
Per la stagione 2025/2026 i produttori di vaccini vivi attenuati o vaccini trivalenti a base di uova dovrebbero includere tre ceppi di virus
Il sindacato chiede quindi a chi governerà la regione impegni precisi, cui farà seguito la collaborazione e l’impegno del sindacato per salvaguardare il diritto del cittadino, costituzionalmente protetto, alla migliore sanità pubblica possibile
Una nuova Pet-TC di ultima generazione è attiva dal 15 febbraio: previsti 3000 esami l’anno
Incontro con Figliuolo: portiamo proposte che semplifichino, sveltiscano e rendano operativo il sistema vaccinazione per giungere all’ immunizzazione in tempi brevi di almeno l’80% della popolazione
Indagine italiana: le conseguenze sono insonnia, poca lettura e poco sport. Lieve riduzione del consumo di alcol
Commenti