Secondo il Centro di Ricerca sugli Enti Pubblici, società di Fondazione Etica, il personale medico assunto con contratto di lavoro a tempo interminato percepisce mediamente una retribuzione media annua lorda pari a poco più di 87.000 euro
Arriveranno altri 30mila medici nei prossimi 7 anni. Ma i loro guadagni sono a macchia di leopardo, cioè gli stipendi variano anche in base alle regioni dove lavorano. Vediamo qual è la situazione in Italia dove molti professionisti preferiscono lavorare all'estero: secondo uno studio condotto dal Centro di Ricerca sugli Enti Pubblici, società di Fondazione Etica, il personale medico assunto con contratto di lavoro a tempo interminato percepisce mediamente una retribuzione media annua lorda pari a poco più di 87.000 euro. Un dato medio formato però da alcune differenze territoriali già apprezzabili attraverso un’analisi delle macro-aree geografiche: si va infatti dai quasi 83.
Dove si guadagna di più
La sanità trentina risulta essere in assoluto la più redditizia per il personale medico: secondo l’analisi condotta dal Centro Rep, l’Azienda Sanitaria della Provincia Autonoma di Bolzano e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia Autonoma di Trento prevedono per i propri medici con contratto a tempo indeterminato le retribuzioni più alte d’Italia. Oltre quota 100mila euro di stipendio ci sono anche la lucana Azienda sanitaria locale di Potenza ASP e le due Aziende sanitarie locali piemontesi di Alessandria e CN1. Sfiora questa soglia l’Ulss n. 1 Dolomiti, in Veneto, prima Azienda sanitaria d’Italia anche in termini di capacità amministrativa complessiva, che vanta una retribuzione media annua per medico pari a 99.152 euro. Sono tutte ubicate nel Nord del Paese le restanti realtà che completano il novero delle dieci più generose nella remunerazione dei propri medici: l’Azienda USL della Valle d’Aosta, altre due Aziende sanitarie locali piemontesi, quella di CN2 e quella del Verbano Cusio Ossola, fino all’Azienda USL di Ferrara in Emilia-Romagna, che chiude la top ten a quota 96.465.
E dove si guadagna di meno
Più varia è la caratterizzazione geografica delle dieci aziende sanitarie che offrono, invece, le retribuzioni medie annue più basse d’Italia, con il Meridione più rappresentato e il Settentrione e il Centro comunque presenti, anche se in netta minoranza. I medici che in Italia percepiscono la minore retribuzione prestano il proprio servizio in Veneto presso l’Azienda ULSS n. 6 Euganea, con un importo medio annuo di 43mila euro, pressoché dimezzato rispetto a quello medio nazionale. Segue a distanza (considerevole, visto che si parla di ventimila euro), l’Azienda Sanitaria Locale di Roma 6 che destina, annualmente, a ciascun dipendente medico, quasi 65.000 euro di retribuzione. Si attestano, invece, tutte oltre i 76.000 euro le Aziende sanitarie che completano il novero delle ultime dieci della Penisola: sette dislocate al Sud e una, quella che approssima gli 80.000 euro nella retribuzione, nel Nord Italia, in Emilia-Romagna.
Due Regioni a statuto speciale del Nord occupano le prime posizioni del ranking dedicato: il Trentino Alto Adige, con le due Aziende sanitarie delle Province Autonome, e la Valle d’Aosta (98.704). La terza posizione spetta invece alla Basilicata (97.113), sede oltre che dell’Azienda sanitaria locale di Potenza ASP, dell’Azienda sanitaria locale di Matera ASM, il cui personale percepisce una retribuzione comunque alta, ma sotto la soglia dei centomila euro. Segue a breve distanza il Molise con una retribuzione media di poco superiore a 93.000 euro, imputabili alla sola Azienda sanitaria regionale. Più articolata la situazione del Piemonte, che comprende dodici AST caratterizzate da politiche gestionali differenti: si passa, infatti, dalle retribuzioni medie oltre la soglia dei 100.000 euro nelle due Aziende sanitarie locali di Alessandria e CN1 a importi più contenuti, inferiori alla media italiana, nelle Aziende sanitarie locali TO4 (85.813,6 euro), Città di Torino (85.174,4 euro) e TO3 (84.524,4 euro).
Gli stupendi dei medici in Campania, Sardegna e Lazio
Per quanto riguarda la Campania, la media di 87.551 si pone appena al di sopra del dato nazionale, ma anche qui ci sono profonde differenze: si passa infatti dagli 83mila euro di Caserta ai 92mila di Avellino. Differenze anche all’interno della stessa città metropolitana di Napoli, con l’Asl 3 a quota 85.213 e l’Asl 2 che sfiora 90mila euro. La Sardegna si posiziona come l’ultima Regione d’Italia sull’indicatore, con un valore economico che si attesta sotto la soglia degli 80.000 euro. Quello sardo presenta un contesto omogeneo, in cui le otto AST risultano allineate tra loro con valori ricompresi tra 76.538,4 e 81.411,9 euro, tutti comunque sotto la media italiana.
Differente la situazione del Lazio, che avevamo già riconosciuto come sede di una delle Aziende con le minori retribuzioni d’Italia, l’Azienda Sanitaria Locale di Roma 6, ma che include ulteriori nove AST, le prime delle quali corrispondono a ciascun dipendente medico poco più di 89.000 euro all’anno. Il caso della Toscana, con un valore medio dell’indicatore pari a 82.569 euro, è invece espressione di tre aziende USL che prevedono, per le prestazioni sanitarie del proprio personale, retribuzioni molto simili tra loro, con importi ricompresi tra circa 80.000 e 84.000 euro.
Nessun nesso tra retribuzione e performance
I risultati dello studio condotto dal Centro di Ricerca sugli Enti Pubblici sembrano dimostrare che non c’è un nesso automatico tra retribuzione dei medici e performance complessiva dell’Azienda sanitaria che li ha assunti. Quella di Imola, ad esempio, è tra le dieci AST che meno pagano il proprio personale medico a tempo indeterminato ma anche tra le prime dieci per migliore capacità complessiva di funzionamento e prestazioni. Viceversa, l’Azienda sanitaria di Potenza è tra le prime tre in Italia per livelli di remunerazione media annua del personale medico, al livello di quelle di Bolzano e di Trento, ma per la sua performance complessiva si ritrova tra le ultime dieci AST.
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