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Medici, Ministero salute: Procedure più snelle e sanzioni immediatamente esecutive

Professione Redazione DottNet | 26/03/2025 16:17

Pronta la riforma della Commissione Centrale professioni sanitarie

Il ministero della Salute ha annunciato una riforma che rende subito operative le sanzioni stabilite dall'Ordine, come la sospensione o la radiazione, senza attendere il secondo grado di giudizio. La nuova impostazione per procedure più snelle è stata richiesta dalla Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, l'organo incaricato di giudicare i ricorsi contro i provvedimenti disciplinari degli Ordini, quelli in materia di iscrizione e cancellazione dagli Albi nonché i ricorsi elettorali. Lo rende noto il ministero della Salute, che ha già predisposto lo schema di riforma con l'obiettivo di "rendere più spedita la trattazione e decisione del giudizio" per i medici e le professioni sanitarie.

Fino a oggi non era così: i medici potevano fare ricorso alla Commissione Centrale e continuare a lavorare in attesa del responso. Tuttavia, la Commissione da un paio d'anni è sostanzialmente bloccata: circa 900 sanitari, tra le cui fila si contano 64 medici radiati, hanno così potuto proseguire la loro attività per anni. La questione è stata sollevata dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), che aveva stimato in 200 i medici che sono stati radiati dal proprio Ordine di appartenenza e che continuano a esercitare la professione in attesa del giudizio definitivo della Commissione.

Un numero cospicuo di medici, "nelle more del giudizio, visto che il ricorso sospende l'efficacia della sanzione, continuano a fare i medici, anche se avessero commesso fatti gravi", ha affermato il presidente della Fnomceo Filippo Anelli, che aveva proposto l'istituzione, in seno alla Cceps, di una sezione stralcio che possa esaminare i ricorsi in sospeso sulle sanzioni meno gravi. Un emendamento al decreto sulla Pubblica Amministrazione presentato dalla deputata di Forza Italia Annarita Patriarca ha fatto propria questa proposta. Unanime la preoccupazione espressa nelle ultime ore dagli Ordini dei medici provinciali. A Milano sono una sessantina i procedimenti bloccati. "È una situazione disarmante", ha dichiarato il presidente dell'Ordine dei medici di Milano, Roberto Carlo Rossi. "Abbiamo persone che si sono macchiate anche di reati gravissimi a cui sono state comminate sanzioni disciplinari severe, come la sospensione e la radiazione. Queste sanzioni, però, non vanno a segno perché il ricorso sospende il provvedimento". Per Rossi, "non c'è nulla di negativo nella possibilità di opporre ricorso a un provvedimento dell'Ordine di appartenenza. Anzi, è un fatto di civiltà giuridica, ma il procedimento deve funzionare". Non va meglio a Roma, dove le sanzioni congelate sono un centinaio, riferisce il presidente dell'Ordine dei medici di Roma Antonio Magi.

Ad aggravare la situazione, afferma, è il fatto che l'Ordine non può comunicare le sanzioni disciplinari comminate ai propri iscritti. "Per ragioni di privacy, fino a che la sanzione - per esempio una radiazione - non diviene definitiva, noi non possiamo comunicarla. Un paziente, quindi, potrebbe essere seguito da un medico che ha già ricevuto una radiazione senza saperlo. In tal modo non possiamo tutelare il cittadino", ha osservato Magi.  Il successivo annuncio di riforma del ministero promette di cambiare tutto. "La proposta di riforma, a tutela dei cittadini e degli stessi professionisti, prevede interventi per snellire le lungaggini procedurali e rendere più spedita la trattazione e decisione del giudizio", ha spiegato il ministero. "Stabilisce che le sanzioni comminate dagli Ordini siano immediatamente esecutive, in attesa della decisione della Commissione, a differenza di quanto accade oggi per cui il ricorso alla Commissione sospende l'efficacia della sanzione, sia essa radiazione o sospensione. In questo modo, i medici radiati o sospesi, non potrebbero esercitare la professione fino alla pronuncia della Commissione".

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