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L'allattamento al seno riduce il rischio di ritardi di sviluppo

Nutrizione Redazione DottNet | 25/03/2025 13:26

Lo rivela uno studio pubblicato su Jama Network Open che ha coinvolto 570.532 bambini, 297.571 (52,1%) dei quali erano stati allattati al seno per almeno 6 mesi

 L'allattamento al seno prolungato potrebbe difendere dai ritardi di sviluppo neurologico e cognitivo, secondo uno studio pubblicato su Jama Network Open che ha coinvolto 570.532 bambini, 297.571 (52,1%) dei quali erano stati allattati al seno per almeno 6 mesi. Lo studio è stato condotto da Inbal Goldshtein, del KI Research institute, ad Hazait in Israele. Il 41,7% del campione, pari a 123.984, è stato allattato esclusivamente al seno. I bambini sono stati monitorati periodicamente fino ai 3 anni di età: è emerso che quelli allattati al seno per almeno 6 mesi hanno minore rischio di ritardi nel raggiungimento delle tappe di sviluppo linguistico e sociale o motorio rispetto ai bambini con meno di 6 mesi di allattamento al seno. In particolare hanno un rischio ridotto del 27% i piccoli con allattamento esclusivo; un rischio ridotto del 14% in caso di allattamento al seno non esclusivo.

 Tra 37.704 coppie di fratelli, i bambini che erano stati allattati al seno per almeno 6 mesi avevano meno probabilità di mostrare ritardi nel raggiungimento delle tappe fondamentali (un rischio mediamente ridotto del 9%) e un rischio ridotto del 27% di ricevere diagnosi di disturbi dello sviluppo neurologico rispetto ai fratelli con meno di 6 mesi di allattamento al seno. Lo studio suggerisce quindi una maniera semplice di contribuire alla prevenzione dei ritardi di sviluppo del bambino, promuovendo l'allattamento al seno esclusivo o di più lunga durata. Questi risultati confermano l'importanza di iniziative di salute pubblica volte a favorire l'allattamento materno nel promuovere lo sviluppo precoce del bambino.

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