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Prevenzione e ambulatori dei guariti, parte la campagna degli oncologi

Oncologia Redazione DottNet | 18/07/2024 17:25

Il 73% degli italiani ha almeno uno stile vita sbagliato, rischi per la salute

 Prevenzione e ancora prevenzione. Resta questa la parola d'ordine degli oncologi, perchè "evitare un tumore attraverso stili di vita sani è possibile". Ma nonostante gli inviti alla popolazione, su questo fronte gli italiani non brillano, tanto che il 73% segue almeno uno stile di vita scorretto che mette a rischio la salute. Da qui il lancio della nuova campagna della Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) 'Scegli la prevenzione', con iniziative in tutta Italia e progetti sui social indirizzati in particolare ai giovani, oltre alla proposta di avviare gli 'ambulatori dei guariti' per intercettare anche le esigenze di coloro che sono usciti da una malattia e per prevenire le ricadute.

Si parte da un quadro allarmante: il 19% degli italiani è fumatore abituale, il 33% è sedentario e non pratica alcuna attività fisica, il 15% consuma alcol in modo eccessivo. Comportamenti molto pericolosi perché possono anche aumentare il rischio d'insorgenza del cancro. Proprio per promuovere abitudini salutari tra la popolazione di ogni fascia d'età, Fondazione Aiom ha presentato la nuova campagna nazionale. Prevede attività rivolte all'intera popolazione, tra cui un booklet informativo, webinar, podcast e attività social. 

Testimonial è l'allenatore di calcio pluricampione d'Italia Massimiliano Allegri. Il progetto vuole inoltre mostrare come l'innovazione in oncologia possa aprire nuove prospettive di cronicizzazione e anche guarigione in molte forme di cancro. E' "necessario ribadire le principali regole della prevenzione - afferma il presidente di Fondazione Aiom Saverio Cinieri (nella foto) - come smettere di fumare, seguire la dieta mediterranea, praticare regolarmente esercizio fisico, combattere il consumo eccessivo di alcol, dire no alle lampade solari, proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili. Sono infatti attribuibili a fumo, sovrappeso o alcol fino al 40% dei casi di cancro e il 50% dei decessi".

Inoltre, gli italiani che vivono con una diagnosi di tumore sono oltre 3,5 milioni, ricorda il presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata Paolo Marchetti: "Sono persone che stanno affrontando terapie importanti. Oppure hanno terminato i trattamenti attivi e devono svolgere esami regolari per prevenire recidive. E' quella che si chiama prevenzione terziaria. Persone per le quali pensiamo a degli 'ambulatori dei guariti'. Una proposta già presentata anche al ministero della Salute e che contiamo di concretizzare". La campagna si rivolge anche alle donne: "L'insorgenza del tumore al seno, ad esempio - afferma Antonella Campana, di Fondazione IncontraDonna - può essere influenzata anche da fattori di rischio modificabili, in primo luogo sovrappeso e obesità".

Ma un ruolo cruciale lo giocano gli screening mammografici, per i quali "la media nazionale di adesione è inferiore al 50% - dichiara Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia - con punte inaccettabili, come l'8.6% della Calabria. Bisogna sensibilizzarle le donne e le istituzioni, affinché facilitino l'accesso. Da un'indagine Iqvia è infatti emerso che l'8% delle donne non conosce lo screening mammografico organizzato e il 20% non viene convocata". Un invito arriva anche da Allegri: "Da 50 anni vivo nel mondo dello sport. Il calcio mi ha insegnato tante cose. Ho imparato che ogni sfida può essere vinta, lavorando sodo e seguendo alcune regole. Anche la sfida contro il cancro, e molte altre gravi malattie, può essere affrontata. Come? Salvaguardando il più possibile il nostro organismo con la prevenzione".

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