Canali Minisiti ECM

La rivoluzione della telemedicina, almeno 200mila pazienti assistiti entro il 2025

Sanità pubblica Redazione DottNet | 15/02/2023 16:04

Dal Pnrr un investimento di 1 miliardo di euro

La rivoluzione della trasformazione digitale della sanità prevista dalla Missione 6 Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), passa attraverso il potenziamento della telemedicina che ha dimostrato tutte le sue potenzialità durante la pandemia Covid. L'obiettivo è di assistere con la telemedicina almeno 200mila pazienti entro il 2025. Ma come si può raggiungere questo target? "Con la creazione delle infrastrutture tecnologiche e lo sviluppo dell’organizzazione dei servizi per la telemedicina", riporta il sito del ministero della Salute. A questo scopo sarà supportato lo sviluppo di progetti regionali e transregionali per l’erogazione dei servizi di telemedicina e la creazione di due infrastrutture tecnologiche: la Piattaforma nazionale per la governance e diffusione della telemedicina, afferente alla Componente 2 della Missione Salute del Pnrr; la Piattaforma nazionale telemedicina per l’erogazione dei servizi di telemedicina, afferente alla Componente 1 della Missione Salute del Pnrr.

L'investimo previsto è di 1 miliardo di euro.

L'impegno sulla telemedicina è stato ribadito anche dal ministro della Salute Orazio Schillaci, soprattutto come aiuto per i pazienti cronici. "Siamo tutti consapevoli della necessità di proteggere questi pazienti offrendo loro la possibilità concreta di accedere a cure e terapie adeguate in tempi congrui, di usufruire dell’assistenza domiciliare, dei servizi di telemedicina e di teleassistenza per garantire una qualità di vita migliore per loro, per le loro famiglie e per i loro caregiver. E dobbiamo farlo in tempi brevi".

Una fotografia delle soluzioni di telemedicina implementate dalle aziende sanitarie fino oggi, anche a fronte della pandemia Covid, è stata illustrata da una ricerca condotta dal Laboratorio sui Sistemi informativi Sanitari dell’Altems, l'Alta Scuola di Economia e Management dei sistemi sanitari dell'Università Cattolica di Roma, in collaborazione con il Cerismas, alla quale hanno contribuito 128 aziende, distribuite in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale e rappresentative di circa 400 presidi ospedalieri, che hanno descritto 285 soluzioni già operative e/o in corso di realizzazione; un campione senz’altro rappresentativo dello scenario nazionale. La quasi totalità delle aziende (oltre il 92%) considera la telemedicina rilevante nell’ambito della propria offerta di servizi sanitari; oltre il 60% prevede di avviare altri progetti - in aggiunta a quelli già esistenti- nell’arco dei prossimi diciotto mesi.

"L’interazione con il paziente (televisita, telemonitoraggio, teleassistenza) ha costituito fino adesso il principale ambito di applicazione (66%) - riporta la ricerca - Altrettanta importanza viene comunque attribuita alla collaborazione sul territorio (telecollaborazione e teleconsulto) per iniziative previste per il prossimo futuro. Come è ovvio, la diversità delle patologie, dei percorsi e modelli assistenziali e delle tipologie di pazienti, determina esigenze differenti, sia dal punto di vista clinico che organizzativo".

"Questo si traduce nella impossibilità di una soluzione unica - ha fatto emergere la ricerca - ma nella presenza, all’interno della stessa azienda, di più soluzioni di telemedicina implementate con strumenti diversi, che vanno dal solo utilizzo di telefono e mail (in oltre il 40% dei casi), a forme più strutturate di comunicazione tramite piattaforme web pubbliche (nel 16%), all’uso di sistemi regionali (adottati nel 24%), fino all’implementazione applicazioni commerciali, presenti nei due terzi dei casi e realizzate in oltre il 70% dei casi con fondi autonomi e per il 20% a fronte di donazioni".

È stato anche richiesto alle aziende di indicare i principali fattori di criticità nell’implementazione di soluzioni di telemedicina. "All’interno delle aziende la frammentazione dei dati fra i diversi sistemi costituisce il problema principale, mentre la scarsa familiarità con i dispositivi e la non facilità nell’uso dei programmi sono le difficoltà ritenute più rilevanti per l’accettazione da parte dei pazienti", conclude la ricerca.

Commenti

I Correlati

Cergas-Bocconi,4 milioni non autosufficienti e la domanda cresce

Aodi: “Il decreto anti-violenza è un vero fallimento. Basta provvedimenti inefficaci e inutili proclami. Servono misure drastiche e strutturali. Il Viminale intervenga subito con un nuovo piano sicurezza"

Secondo il Centro di Ricerca sugli Enti Pubblici, società di Fondazione Etica, il personale medico assunto con contratto di lavoro a tempo interminato percepisce mediamente una retribuzione media annua lorda pari a poco più di 87.000 euro

La Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 5501 del 2 marzo 2025, ha stabilito che il dirigente medico che esercita un’azione di esatto adempimento non può ottenere nulla di più della normale retribuzione mensile

Ti potrebbero interessare

Più formazione per vincere sfida arresto cardiaco improvviso

I vaccini sono adattati alla variante JN.1. Possibile la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri

Bellantone: "la sicurezza dell’assistito è un pilastro fondamentale della qualità delle cure ed è un diritto inalienabile di ogni persona"

"Uso corretto delle risorse non avviene in tutte le regioni"

Ultime News

Più letti