La medicina di precisione sta rivoluzionando anche allergologia e immunologia grazie a nuovi anticorpi monoclonali, ormoni di sintesi, vaccini che agiscono sui singoli “nodi” del processo patologico
Il 10-20% dei bambini nel mondo soffre di asma, di questi il 3-5% di una forma grave. I dati valgono anche per l’Italia, dove si stima che nel 50% dei casi la malattia sia scarsamente controllata nonostante l’aderenza a terapie inalatorie ad alte dosi. Questo determina ingenti costi sanitari, utilizzo di risorse mediche, accessi al Pronto Soccorso, ricoveri, consumo di farmaci, assenze scolastiche e lavorative per i genitori. Ma non solo: uno studio italiano ha rivelato che l’87% del campione di 508 ragazzi testati (di età compresa tra i 5 e i 17 anni) affetti da asma grave presentano comorbidità, cioè malattie correlate, respiratorie, come rinite allergica, dermatite atopica, respiro disfunzionale o non respiratorie come allergie alimentari, esofagite eosinofila, obesità, ansia e depressione. Insomma l’asma è in molti casi un aspetto di una alterazione profonda che riguarda tutto il sistema immune.
Per far fronte al problema dell’asma grave negli ultimi tempi sono stati fatti enormi passi in avanti dal punto di vista terapeutico, consentendo un netto miglioramento della qualità di vita di questi piccoli pazienti. Parliamo innanzi tutto di anticorpi monoclonali. "Il panorama di questi farmaci disponibili nel campo immuno-allergologico è in continua espansione - spiega il presidente SIAIP prof.
In sintesi, la scelta dell’uno o dell’altro anticorpo monoclonale viene principalmente fatta in base al tipo di asma. Le opzioni sono diverse a seconda che sia allergico, eosinofilico, non Th2 (neutrofilico: un meccanismo diverso dai precedenti) oppure in presenza di altre malattie associate. Queste terapie hanno ormai ampiamente dimostrato un’elevata efficacia nel ridurre il numero di riacutizzazioni, migliorare il controllo dei sintomi e diminuire l’uso di corticosteroidi sistemici, contribuendo così a una gestione più sicura e sostenibile della malattia. Può essere interessante sapere che:
* tutti questi anticorpi monoclonali vengono somministrati per via sottocutanea, ad eccezione del reslizumab che prevede invece quella endovenosa
* la frequenza di somministrazione varia dalle due alle quattro settimane
* il primo di questa classe di farmaci è apparso nel 2003 (Omalizumab). L’ultimo nel 2021 (Tezepelumab)
* · Tra di essi quelli ben tollerati dal maggior numero di pazienti (all’atto pratico, quasi tutti) sono Benralizumab e Tezepelumab, cioè i più recenti.
Oltre ai farmaci, si stanno realizzando altri ausili. Recentemente sono state sviluppate, in maniera sperimentale, alcune applicazioni scaricabili su smartphone e vari dispositivi, che possono offrire diverse funzionalità utili alla gestione dell’asma, come promemoria per l’assunzione dei farmaci, informazioni sulla qualità dell'aria e persino feedback tramite inalatori, "intelligenti" dotati di sensori che, grazie all’intelligenza artificiale, possono analizzare l’aderenza del paziente al trattamento e fornire feedback personalizzati per migliorarla.
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