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Sostanze neurotossiche legate alla depressione nelle adolescenti

Psichiatria Redazione DottNet | 25/03/2025 13:30

Più comuni nelle femmine, a scapito di sostanze neuroprotettive

Scoperte sostanze neurotossiche che, a scapito di sostanze protettive, potrebbero spiegare perché la depressione, che colpisce 280 milioni di persone in tutto il mondo, è due volte più comune nelle donne che negli uomini e inizia a svilupparsi durante l'adolescenza: secondo uno studio di Valeria Mondelli del King's College di Londra e pubblicato su Biological Psichiatry, nelle giovani che soffrono del disturbo è alterata la cosiddetta "via della chinurenina", una serie di reazioni chimiche che metabolizza l'amminoacido triptofano, presente in molti alimenti. Quando il triptofano viene scomposto, può prendere due strade nel cervello: una che produce sostanze chimiche neuroprotettive (che proteggono il cervello) e un'altra che produce sostanze chimiche neurotossiche (che danneggiano il cervello).

 In particolare si è visto che in un campione di giovani con depressione o ad alto rischio di soffrirne vi è un deficit di acido cinurenico (neuroprotettivo) e un eccesso di acido chinolinico (neurotossico).     "Il nostro studio - spiega l'esperta - indica che la 'via della chinurenina' svolge un ruolo nello sviluppo della depressione durante l'adolescenza, il che potrebbe aiutarci a capire perché l'incidenza è maggiore tra le ragazze".
Durante l'adolescenza, vi è un'ampia gamma di fattori sociali e individuali che influenzano la salute mentale e, identificando le vie biologiche coinvolte, speriamo di poter contribuire a costruire un quadro più chiaro su come aiutare gli adolescenti a gestire la depressione".   Utilizzando le analisi del sangue, lo studio ha valutato i livelli di acidi cinerici e chinolinici in un gruppo di 150 adolescenti di 14-16 anni. Gli adolescenti appartenevano a tre gruppi: quelli a basso rischio di depressione, quelli ad alto rischio di depressione e quelli a cui era stata diagnosticata la depressione. Gli adolescenti sono stati seguiti per tre anni per valutare se i loro sintomi di depressione persistevano o miglioravano. I ricercatori hanno scoperto che gli adolescenti con un rischio maggiore di depressione o con una diagnosi di depressione avevano livelli più bassi di acido cinurenico, un composto neuroprotettivo. Questa riduzione era più evidente nelle femmine, il che suggerisce che le ragazze potrebbero essere più vulnerabili agli effetti nocivi di uno squilibrio del percorso della chinurenina durante l'adolescenza, spiegando potenzialmente perché le donne sperimentano la depressione a tassi più elevati.  

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