Testa: "Il nuovo emendamento presentato dalle regioni svilisce il corso di formazione in medicina generale e umilia i medici che lo hanno frequentato per tre anni e si sono adeguamenti formati"
-"Siamo passati dalla auspicabile specializzazione in Medicina Generale alla possibile scomparsa del corso in Medicina Generale-dice amareggiato Angelo Testa, presidente nazionale Snami. Il nuovo emendamento presentato dalle regioni svilisce il corso di formazione in medicina generale e umilia i medici che lo hanno frequentato per tre anni e si sono adeguamenti formati."
"Succederà che in un contesto in cui ci sono pochi medici per la medicina generale si rischia di trovarne ancora di meno che faranno il corso di formazione-aggiunge Roberto Carlo Rossi, presidente di Snami Lombardia.
L’articolo incriminato recita testualmente :
Fino al 31 dicembre 2026 i medici in possesso del diploma di medico chirurgo specialista ,che hanno prestato servizio nel SSN per almeno tre anni ,possono esercitare la professione di medico di medicina generale ,previo svolgimento di un corso teorico/pratico di 3 mesi da tenersi con il supporto di un medico di medicina generale con funzioni di tutor. Il rischio è che i piccoli paesi non vedranno mai più un medico di famiglia perché vi saranno solamente medici che lavoreranno nell'ospedale o nelle grandi città passando sovente da uno all'altro comparto a seconda delle esigenze."
"Chi ha pensato ad una norma del genere che invece di salvare la medicina generale probabilmente la affonderà per sempre-conclude Angelo Testa- non conosce l’importanza dell’assistenza capillare di base e la sta consegnando di fatto al privato trasformando così il sistema universalistico in un altro di élite"
Con uso tempestivo +50-70% di sopravvivenza ad arresto cardiaco
Schillaci: stili di vita sani ed equo accesso alle cure per garantire futuro di benessere
"L’introduzione del ruolo unico per i medici in formazione, senza un impianto normativo chiaro e condiviso, avrebbe generato confusione, disuguaglianze e criticità organizzative"
Schillaci: "è volontà politica. Si risponda delle inadempienze"
"Chiediamo il sostegno del Presidente Mattarella, per richiamare la cittadinanza. Sarebbe paradossale che le organizzazioni sindacali dovessero trovarsi a ragionare su un possibile sciopero contro i cittadini nella veste di pazienti"
"Per molti presidenti di Regione i medici di medicina generale dovrebbero diventare dipendenti del Servizio sanitario nazionale". "Mancano 4500 medici e 10mila infermieri"
Rea (Simg Lazio): “Tra le principali esigenze, è fondamentale l’inserimento di personale infermieristico e amministrativo. Come le farmacie dei servizi ricevono investimenti anche la Medicina Generale può moltiplicare le sue funzioni”
Questo codice, attualmente in vigore, limita fortemente la possibilità di dar seguito a uno sciopero vero ed efficace, ostacolando di fatto qualsiasi iniziativa
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