Canali Minisiti ECM

Batterio intestinale aumenta l'efficacia della terapia oncologica

Farmaci Redazione DottNet | 06/03/2020 15:39

In futuro alcuni probiotici potrebbero agevolare le cure

In futuro con una integrazione di 'probiotici' (fermenti lattici) si potrebbero potenziare alcune terapie contro i tumori, in particolare le immunoterapie. Infatti scienziati americani hanno scoperto che una famiglia di batteri intestinali (il genere bifidobacterium, già disponibile in forma di integratori di fermenti lattici) penetrano e si accumulano nel tumore, migliorando l'efficacia dei farmaci immunoterapici, ovvero stimolando ulteriormente il sistema immunitario contro la malattia.

Lo rivela uno studio, per ora preclinico, delle University of Texas Southwestern Medical Center e University of Chicago, pubblicato sul Journal of Experimental Medicine.

Non si tratta del primo studio che mette in campo i batteri intestinali contro i tumori, tanto è vero che negli ultimi anni si parla di 'oncobiotica', ovvero lo studio del microbiota intestinale in relazione alla cura dei tumori. Gli esperti hanno visto che dando a topolini malati di tumore supplementi di Bifidobacterium, si rende più efficace l'azione di un farmaco immunoterapico (oggi protagonista di tantissimi trial clinici in corso nel mondo, la molecola cosiddetta 'anti-CD47').

Viceversa, in assenza di questo microrganismo nell'intestino dei topolini, il loro tumore risponde meno bene all'immunoterapico. Insomma sembra proprio che il Bifidobacterium svolga un ruolo nel potenziare le difese immunitarie contro la neoplasia e infatti i ricercatori hanno visto che il microrganismo si accumula nei tumori. "Il nostro studio dimostra che un batterio intestinale, colonizzando il tumore, potenzia l'efficacia anti-tumorale dell'immunoterapico anti-CD47" - spiega uno degli autori, Yang-Xin Fu. "Somministrare specifici ceppi di batteri intestinali potrebbe rappresentare una strategia nuova ed efficace per modulare varie terapie anti-tumorali", aggiunge. "I nostri risultati - conclude l'altro autore del lavoro Ralph Weichselbaum - aprono a nuove ricerche sugli effetti dei batteri all'interno dei tumori, e potrebbero contribuire a spiegare perché alcuni pazienti oncologici non rispondono alle immunoterapie ed altri sì".

fonte: Journal of Experimental Medicine

Commenti

I Correlati

La borsa di studio arriva a quattro anni dalla scomparsa della presidente di Acto Campania, vittima di un tumore eredo familiare varata grazie proprio al suo impegno

Per la prima volta, i ricercatori cercheranno di individuare una “firma”, cioè un biomarcatore multimodale non invasivo di ipossia, per indirizzare in maniera più appropriata i pazienti che lo necessitano verso la radioterapia con particelle pesanti

Genetista, estendere screening basandosi su storia personale

Scienziati danesi e finlandesi hanno analizzato i dati di oltre 2.000 gemelli, confrontando i tassi di tumore tra coloro che si erano tatuati e coloro che non lo avevano fatto

Ti potrebbero interessare

Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi

Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi

Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project

La dose giornaliera del farmaco contro il diabete ha preservato la cognizione e ritardato il declino di alcuni tessuti

Ultime News

Più letti