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Tumore al seno, 1 italiano su 2 non è consapevole dell’importanza dell’aderenza terapeutica

Oncologia Redazione DottNet | 03/04/2025 13:59

Da Lilly arriva “The Life Button” un bottone per non “perdere il filo” delle cure

In Italia, ogni anno circa 54.000 donne ricevono una diagnosi di tumore al seno, che è ancora la neoplasia più comune tra le donne.1 Eppure, oggi, grazie ai progressi dell’innovazione scientifica, il tumore della mammella è una patologia sempre più curabile e, in molti casi, gestibile nel tempo, quasi come una patologia cronica. Grazie al progresso della scienza che continua a dare speranze e all’informazione capillare, oggi sappiamo che parlare di prevenzione è più che mai importante. Oltre alla diagnosi precoce (screening, controlli regolari, stili di vita sani), è essenziale però continuare a insistere su un tema spesso trascurato: l’aderenza terapeutica, ovvero il rispetto del percorso di cura indicato dai medici, a cui può essere necessario ricorrere dopo una diagnosi di un tumore della mammella.

Eppure, secondo una recente indagine condotta da Adnkronos in collaborazione con EMG Different, solo la metà degli italiani sa che seguire con costanza la terapia prescritta può ridurre il rischio di recidive e mortalità. Nonostante questo, tra il 30 per cento e il 50 per cento delle pazienti interrompe il trattamento ormonale prima del tempo, spesso a causa degli effetti collaterali o per mancanza di informazioni.

Per accendere i riflettori su questo tema di cui si parla troppo poco Lilly, con il patrocinio di Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna ODV, lancia la campagna di awareness ed empowerment rivolta a pazienti e caregiver "The Life Button - il bottone che ti lega alla vita".

Simbolo della campagna è un bottone rosa e rotondo, che diventa un monito quotidiano, un piccolo oggetto che parla con delicatezza ma con forza. Il bottone è qualcosa che tutti conosciamo, che portiamo con noi ogni giorno. È vicino al corpo, silenzioso ma presente. Nella campagna Lilly, il bottone diventa il simbolo dell’aderenza terapeutica, un richiamo concreto al valore del restare legati al proprio percorso di cura, passo dopo passo. Perché curarsi non è mai una linea retta. È un viaggio, fatto di ostacoli, paure, conquiste. E quel bottone rosa ricorda alle pazienti che non sono sole. Non è un semplice oggetto: è un remind gentile, un piccolo segno che parla di costanza, motivazione e coraggio. Ma soprattutto, racconta che l’aderenza non è un dovere individuale, ma una responsabilità condivisa. Medici, caregiver, amici, familiari: tutti possono aiutare una donna a "non perdere il filo", a non mollare, a credere nel valore del trattamento giorno dopo giorno. Sul retro del bottone, parole che accompagnano: "Un giorno dopo l’altro." "Ne vale la pena." "Non perdere il filo delle cure." "Io ci sono." Frasi semplici, ma capaci di tenere stretto il legame con la propria salute e con chi cammina al fianco di chi attraversa un percorso di cure.

Distribuito nei centri oncologici in tutta Italia che aderiranno all’iniziativa, e raccontato attraverso un video emozionale sul sito www.thelifebutton.it, The Life Button è un simbolo che si tocca, si tiene stretto, si vive. Per ricordare che ogni giorno conta. E che ogni cura seguita è un passo in più verso la vita.

L’iniziativa è stata presentata a Milano in una conferenza che è stata anche un momento di condivisione e confronto tra rappresentanti del mondo scientifico e delle istituzioni, accompagnati dalle testimonianze di Rosanna D'Antona, Presidente Europa Donna Italia, Antonella Campana, Patient Advocate Fondazione IncontraDonna e Anna Maria Mancuso, Presidente Salute Donna ODV. La campagna "The Life Button" si propone di supportare le pazienti nel loro percorso dopo la diagnosi, incoraggiandole a instaurare un dialogo aperto con il proprio medico e a seguire correttamente il percorso di cura. Allo stesso tempo, mira a fornire a pazienti e caregiver gli strumenti necessari per un approccio alla terapia consapevole e motivato riconoscendone gli effetti importanti sullo stato di salute. Questo approccio è fondamentale per creare una maggiore consapevolezza sul percorso terapeutico e affrontarlo con la giusta motivazione. Le tre Associazioni dei Pazienti che hanno patrocinato la campagna hanno sottolineato in un video corale l'importanza del rapporto medico-paziente e del rapporto paziente-caregiver. Entrambi sono essenziali per garantire un percorso terapeutico più consapevole ed efficace, migliorando la comunicazione e il supporto durante il trattamento.

«Il tumore al seno è la neoplasia più frequente nelle donne con circa 54 mila nuove diagnosi ogni anno, di cui il 68-70 per cento di tipo HR+/HER2-. La sopravvivenza a 5 anni delle donne con tumore della mammella in Italia è pari all’88 per cento, ed è variabile a seconda del tipo di tumore e dello stadio della malattia alla diagnosi. – afferma Grazia Arpino, Professore Associato all’ Università Federico II di NapoliNegli anni tanto è stato fatto per la prevenzione di questo tumore, oggi la maggior parte delle donne guarisce in modo definitivo e abbiamo assistito a una riduzione della mortalità del 6 per cento. Adottare stili di vita sani aumenta la possibilità di vivere più a lungo e in salute, ma sicuramente l’aderenza terapeutica ha un ruolo fondamentale per prevenire e per diminuire al minimo il rischio di recidive».

Sempre dall’indagine condotta da Adnkronos in collaborazione con EMG Different emerge anche che solo il 23 per cento si sente davvero informato sul tema dell’aderenza terapeutica, e 9 italiani su 10 vorrebbero una comunicazione più ampia e inclusiva al riguardo.

«La principale paura legata a una malattia come quella del tumore al seno è senza dubbio quella di un ritorno del tumore e di non accorgersene in tempo», continua Alessandra Fabi, Direttore UOSD Medicina di Precisione in Senologia, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Roma. «Seguire le indicazioni del medico è necessario affinché la terapia possa dare il massimo del suo beneficio ed avere il suo effetto terapeutico, ma questo non è sempre facile, a causa dei forti effetti collaterali, della stanchezza, scoraggiamento, che troppo spesso inducono a voler interrompere le cure prima del tempo. Noi come medici dobbiamo impegnarci per evitare che questo accada, e instaurare un rapporto di fiducia tra medico e paziente, che sia fonte di un supporto, sostegno e confronto costante».

Forte anche l’impegno delle istituzioni confermato dalle Senatrici Ylenia Zambito, Segretario della 10ª Commissione permanente - Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, e Raffaella Paita, Membro della 5ª Commissione permanente – Bilancio, fortemente impegnate nel promuovere azioni politiche volte a rafforzare la prevenzione, la diagnosi e la cura del tumore al seno.

«Da oltre 50 anni Lilly è impegnata nello sviluppo di farmaci innovativi che possano fare la differenza per le pazienti con tumore al seno, la neoplasia più frequente nelle donne – afferma Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access, Italy Hub, Lilly.Pazienti e caregiver che ogni giorno affrontano questa patologia, sono al centro di quello che facciamo. Ecco perchè abbiamo fortemente voluto la campagna "The Life Button", per provare a modo nostro a soddisfare un bisogno informativo ma anche per dare un segnale di vicinanza alle pazienti e a chi sta al loro fianco, fornendo gli strumenti necessari per affrontare il percorso terapeutico con consapevolezza e un supporto emotivo ricordando loro l'importanza di aderire al trattamento».

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