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Radioterapia oncologica a rischio, mancano specialisti e accesso ai trattamenti

Sanità pubblica Redazione DottNet | 28/03/2025 18:11

Con gli Stati Generali, parte il dialogo per valorizzare una risorsa salvavita

Valorizzare la formazione sulla radioterapia, sia nei corsi di Laurea in Medicina sia all’interno dei percorsi di specializzazione, ad esempio istituendo borse di studio dedicate, per far fronte alla carenza di radio-oncologi specializzandi, che rischia di compromettere l’offerta di radioterapia nell’arco di un decennio; rafforzare il ruolo dei radio-oncologi nei team multidisciplinari e promuovere il loro maggiore coinvolgimento nelle Reti oncologiche regionali, nei Comitati farmaci innovativi e in tutti gli altri snodi decisionali dedicati alla presa in carico dei pazienti e alla governance delle patologie tumorali, per favorire un reale approccio integrato alla gestione di queste malattie; e, infine, delineare precisi percorsi terapeutici, che integrino appieno cure farmacologiche e radioterapia, nelle patologie oncologiche in cui è più evidente il beneficio dell’associazione fra farmaci e radioterapia, e in cui è comprovata l’assenza di tossicità aggiuntiva imputabile all’irradiazione dei farmaci. Sono questi i principali appelli rivolti alle Istituzioni dalle società scientifiche dei radio-oncologi, degli oncologi medici e dei radiologi medici, insieme alle associazioni di pazienti, nel corso degli Stati Generali della Radioterapia Oncologica, promossi dall’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica (AIRO) su iniziativa dell’Onorevole Ugo Cappellacci, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati. Si tratta del primo appuntamento plenario del settore, organizzato per lanciare un messaggio fondamentale: la radioterapia oncologica è tra le terapie più avanzate nella cura del tumore, in grado di offrire trattamenti altamente efficaci, e spesso risolutivi, ma in Italia è ancora sottoutilizzata rispetto agli standard internazionali.

Sebbene il 60% delle persone con diagnosi di neoplasia necessiti di trattamenti radioterapici durante il decorso della malattia[1], solo il 30% vi accede nel nostro Paese, privando così i pazienti di un'opportunità terapeutica indispensabile e potenzialmente salvavita. Un divario che pone sfide urgenti, per restituire alla radioterapia, anche nel nostro Paese, il ruolo di disciplina strategica nella lotta contro il cancro.

"La radioterapia oncologica è una risorsa terapeutica fondamentale nella lotta contro il cancro, ma ancora oggi troppi cittadini italiani non vi hanno accesso – ha dichiarato l’Onorevole Ugo Cappellacci –. L'evento odierno rappresenta un momento cruciale per avviare un percorso condiviso tra Istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti. Il lavoro che inizia oggi deve tradursi in azioni concrete: è fondamentale investire nella formazione di nuovi specialisti in radioterapia, ottimizzare l'organizzazione dell'offerta di trattamenti radioterapici su tutto il territorio nazionale e assicurare che la radioterapia sia pienamente riconosciuta come componente essenziale di un approccio integrato alle patologie tumorali. La collaborazione tra oncologi e radio-oncologi è essenziale per definire modelli di cura che mettano al centro il paziente, offrendo trattamenti sempre più personalizzati ed efficaci".

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha a sua volta dichiarato: "La radioterapia oncologica è una risorsa essenziale, che deve essere valorizzata e integrata nei percorsi terapeutici, per garantire a tutti i pazienti oncologici le migliori possibilità di cura. Insieme a tutte le parti coinvolte dobbiamo continuare a lavorare per assicurare un accesso equo ai trattamenti, senza differenze geografiche. Un migliore utilizzo della radioterapia non solo migliorerà gli esiti clinici, ma renderà l’intero sistema sanitario più sostenibile, favorendo l’accesso a trattamenti mirati e con un ottimo rapporto costo-benefici". Con gli Stati Generali della Radioterapia Oncologica nasce così un percorso di dialogo e di collaborazione, fra specialisti del settore e Istituzioni, teso a definire le azioni da intraprendere per promuovere concretamente il corretto impiego della radioterapia in Italia, a fronte delle principali criticità che oggi ne ostacolano un utilizzo ottimale.

Aumentare il numero di radio-oncologi

La radioterapia soffre di una grave carenza di professionisti, con solo 1.045 radio-oncologi distribuiti in maniera non uniforme sul territorio nazionale, in circa 200 centri di radioterapia.

Una carenza determinata da un numero insufficiente di iscritti alle scuole di specializzazione rispetto ai posti disponibili – solo 23 iscritti nel 2024 a fronte di 170 posti – e da un numero esiguo di ore di insegnamento dedicate alla radioterapia nei corsi di laurea in Medicina.

Di qui l’esigenza, da un lato, di potenziare la formazione universitaria, introducendo corsi obbligatori di radioterapia oncologica nei percorsi di Laurea in Medicina, ai quali sia attribuito un numero maggiore di crediti formativi universitari; dall’altro lato, di rendere più attrattiva la scuola di specializzazione, istituendo borse di studio dedicate agli specializzandi in Radioterapia, per far fronte alla concreta minaccia che, a numero costante di specializzandi, questa specialistica possa pressoché scomparire nell’arco del prossimo decennio. Una minaccia gravissima per il SSN e per i pazienti oncologici italiani, che potrebbero essere privati della possibilità di accedere a questi trattamenti fondamentali e non di rado salvavita. "La radioterapia oncologica è una disciplina strategica nella lotta contro il cancro, ma in Italia è ancora sottoutilizzata e poco integrata nei percorsi terapeutici – ha detto Stefano Pergolizzi, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Radioterapia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria "G. Martino" di Messina e Presidente eletto AIRO –. Inoltre, la mancanza di un’adeguata valorizzazione all’interno dei percorsi universitari causa una carenza di specialisti, con soli 1.045 radio-oncologi attivi a fronte di una domanda crescente. Solo con un intervento concreto su questi fronti potremo garantire ai pazienti oncologici l’accesso a cure all’avanguardia su tutto il territorio nazionale".   

Maggiore coinvolgimento del radio-oncologo nei team multidisciplinari

La presa in carico del paziente oncologico richiede un approccio multidisciplinare, in cui anche il radio-oncologo deve svolgere un ruolo cruciale, per definire il migliore iter diagnostico-terapeutico, e così garantire l’approccio ottimale a ciascuna patologia oncologica. Ad oggi, risulta invece che i radio-oncologi, anche per le citate carenze di organico, non sono sufficientemente coinvolti nei team multidisciplinari dei reparti oncologici, nelle reti oncologiche regionali e nei comitati decisionali nazionali, tra l’altro in contrasto con quanto previsto dal Piano Oncologico Nazionale 2023-2027. 

Definizione di percorsi di cura che garantiscano l’ottimale associazione fra farmaci e radioterapia

La valutazione del profilo di safety delle terapie sistemiche in combinazione con la radioterapia deve basarsi su criteri chiari e su un adeguato processo di raccolta dati, come evidenziato dalle più recenti raccomandazioni internazionali. La definizione di parametri di sicurezza condivisi, con particolare attenzione al profilo di tossicità e alle interazioni farmacologiche, rappresenta un passo fondamentale per un impiego consapevole dell’associazione fra farmaci e radioterapia, e quindi per una gestione realmente multidisciplinare e integrata di tutte le armi terapeutiche oggi disponibili nella lotta contro il cancro. Sarà, quindi, fondamentale elaborare nei prossimi mesi percorsi di cura dedicati alle patologie oncologiche in cui risulta più efficace l’impiego della radioterapia, per definire le corrette modalità di associazione tra radioterapia e farmaci, partendo da evidenze scientifiche già ampiamente disponibili in letteratura scientifica e nella pratica clinica, dalle quali emerge che dall’associazione fra farmaci e radioterapia, in diverse patologie specifiche, non deriva alcuna criticità in termini di tossicità aggiuntiva.

Pierluigi Russo, Direttore tecnico-scientifico di AIFA, ha sottolineato: "Oggi, nei processi di autorizzazione dei farmaci oncologici, si valutano le interazioni tra diverse terapie farmacologiche, ma non viene adeguatamente considerato il rapporto con la radioterapia. Questa separazione regolatoria tra i due ambiti limita le possibilità di un'integrazione terapeutica efficace. È fondamentale modificare tale prospettiva, includendo già nelle fasi di valutazione dei farmaci oncologici un'analisi della loro interazione con la radioterapia. Un approccio più coordinato permetterebbe di ottimizzare i trattamenti, migliorare la qualità della vita dei pazienti e prolungare l’efficacia delle terapie in corso. L’obiettivo deve essere rendere più semplice e strutturata la collaborazione tra oncologi e radio-oncologi, per garantire percorsi di cura realmente integrati e basati sulle migliori evidenze scientifiche disponibili".  

Marco Krengli, Direttore della UOC Radioterapia dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS e Presidente AIRO, ha evidenziato: "In Italia la radioterapia è sottoimpiegata non per mancanza di tecnologia o competenze, ma per mancanza di un percorso strutturato che ne regoli l’utilizzo. Il nostro obiettivo è lavorare con le Istituzioni per garantire un accesso equo a questa terapia salvavita, e per far sì che la radioterapia sia sempre considerata nei percorsi oncologici fin dalle prime fasi decisionali. È poi essenziale investire nella formazione di nuovi specialisti, rendendo l’insegnamento della radioterapia sempre più attrattivo nel percorso universitario e di specializzazione".  

"L’incontro di oggi – ha concluso Lorenzo Livi, Direttore dell'Unità di Radioterapia Oncologica, Dipartimento di Oncologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze e delegato alle relazioni istituzionali di AIROsegna l’inizio di una collaborazione strutturata con il Ministero della Salute, con il Parlamento, con l’Agenzia Italiana del Farmaco e con l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. L’obiettivo comune è sviluppare una nuova governance della radioterapia in Italia, che la renda più accessibile a un numero crescente di pazienti oncologici, affinché possa contribuire a sprigionare, in associazione con tutti gli approcci terapeutici disponibili, la massima efficacia possibile di tutte le nostre armi contro il cancro".    

Riferimenti

[1] 16° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, 12. La radioterapia in Italia: situazione attuale e problematiche, di M. Krengli, A. Ciabattoni, L. Tagliaferri, S. Pergolizzi

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