Canali Minisiti ECM

La sindrome del tunnel carpale: cause, sintomi e cure

Medicina Fisica e Riabilitazione Giuseppe Internullo | 04/05/2016 17:19

La sindrome del tunnel carpale è una malattia reumatica che riguarda il nervo mediano del polso.

In pratica, consiste nella compressione e quindi nell'infiammazione di un nervo che scorre all'interno di un canale, denominato tunnel carpale e che percorre le dita centrali della mano (la regione, appunto, del carpo), consentendo sensibilità e movimenti.

Le cause

Sono essenzialmente due le cause che portano alla compressione del nervo all'interno del tunnel carpale.

Può aumentare il volume delle guaine dei tendini che scorrono insieme al nervo stesso, a causa di tendiniti o di processi infiammatori.

In altri casi, è il volume del tunnel stesso a ridursi, a causa di mutamenti ormonali, vecchie fratture del polso, oppure come conseguenza di diabete e artrite o particolari attività (per esempio, l'uso del computer).

Chi  è più soggetto

Il disturbo colpisce soprattutto le donne in menopausa, proprio a causa dei mutamenti ormonali ai quali esse vanno soggette. Non è difficile però che il problema compaia anche negli uomini che, a causa del loro lavoro, sono costretti a tenere spesso il polso in posizioni forzate e continue.

I sintomi

All'inizio, la persona avverte una sensazione di formicolio e "addormenta mento" alle dita della mano (soprattutto indice, medio e anulare), che sono percorse dal nervo compresso. La sensazione si manifesta maggiormente durante la notte e al risveglio, quando il polso è costretto a posizioni di estensione o di flessione forzata.  Con il passare del tempo, diviene più difficile afferrare gli oggetti e opporre il pollice alle altre dita della mano. A volte facendo questi movimenti il dolore arriva fino alla spalla. difficoltà a raggiungere una diagnosi di sindrome del tunnel carpale.

Come si scopre

Con la visita e soprattutto, con la descrizione dei sintomi, il medico non ha difficoltà a raggiungere una diagnosi di sindrome del tunnel carpale. Può però essere utile sottoporre la persona ad alcuni esami. Uno di questi è l'ecografia dei polsi. Grazie a questo esame, è possibile visualizzare quanto il nervo mediano è compresso dalla guaina.  Quando il disturbo è già serio, lo specialista può decidere di sottoporre la persone a una elettromiografia. L'esame consiste in una registrazione dell'attività elettrica dei nervi e dei muscoli: quando la risposta non è sufficiente, significa che c'è qualche anomalia nella trasmissione degli impulsi nervosi.

Le cure

Quando il disturbo è ancora lieve, può essere sufficiente indossare tutori notturni per evitare la posizione forzata del polso. Anche prendere antidolorifici e antinfiammatori allevia il dolore, ma non risolve il problema alle origini, così come l'infiltrazione di cortisonici: questi farmaci sono molto efficaci contro il dolore, ma non combattono la malattia.  La soluzione migliore per i casi più avanzati è l'intervento chirurgico, che si esegue in regime di day hospital in circa un quarto d'ora in anestesia locale. Il chirurgo pratica un'incisione sul polso e apre il tunnel carpale, liberando il nervo dalla compressione dei tessuti in eccesso. Terminato l'intervento, l'incisione viene suturata e si deve indossare un bendaggio per qualche giorno. Dopo una settimana è possibile riprendere l'uso della mano.

“Contenuto a carattere medico o sanitario proveniente da una esperienza personale dell’utente”

Commenti

I Correlati

“La riabilitazione tra passato, presente e futuro. Chi eravamo, chi siamo, chi vorremmo essere”

Ma non sempre si può attendere quando la priorità è prevenire la disabilità

Vitacca (Aipo), sarà un lavoro muscolare, motorio e psicologico

Basta un ora a settimana di allenamento contro resistenza per ridurre il rischio di insorgenza della malattia.

Ti potrebbero interessare

“La riabilitazione tra passato, presente e futuro. Chi eravamo, chi siamo, chi vorremmo essere”

Ma non sempre si può attendere quando la priorità è prevenire la disabilità

Vitacca (Aipo), sarà un lavoro muscolare, motorio e psicologico

Basta un ora a settimana di allenamento contro resistenza per ridurre il rischio di insorgenza della malattia.

Ultime News

Più letti