Le neuropatie periferiche sono un gruppo eterogeneo di affezioni dei nervi periferici. Le cause possono essere molteplici: fattori ereditari, fattori metabolici, stress ossidativi a carico del sistema nervoso, lesioni traumatiche, infezioni, infiammazione. Il dolore neuropatico, oltre a disturbi motori e sensitivi, è il sintomo più rilevante . Tra le sindromi dolorose da sofferenza dei nervi periferici, la cervicobrachialgia, le neuropatie canicolari (per es sindrome del tunnel carpale) e la lomboscialtalgia sono le più frequenti.
La cervicobrachialgia è caratterizzata da dolore intenso e continuo che si estende dalla regione cervicale anche a tutto l’arto superiore con distribuzione spesso multiradicolare. Alla sintomatologia dolorosa si possono associare parestesie (formicolii, bruciori) negli stessi territori radicolari nonché deficit sensitivo, riduzione dei riflessi osteotendinei e compromissione della motilità. La cervicobrachialgia e’ solitamente dovuta alla compressione e degenerazione dei dischi intervertebrali. I fenomeni regressivi del disco intervertebrale consistono nella riduzione del tenore idrico del nucleo, perdita delle proprietà elastiche con formazione di fissurazioni nelle fibre anulari. La degenerazione del disco determina la concentrazione e l’ accentuazione delle sollecitazioni pressorie sui bordi delle vertebre con conseguente sclerosi e avvicinamento delle limitanti che fanno sporgere l’anello fibroso. La formazione di osteofiti contribuisce alla restrizione del forame intervertebrale causa della compressione delle radici nervose
La lomboscialtalgia è la più frequente sindrome radicolare che si osserva nella pratica clinica.
La terapia delle neuropatie periferiche consiste nella riduzione o talvolta nella completa sospensione dell’attività motoria, è necessario il riposo, eventuale utilizzo di ortesi di posizionamento e terapie fisiche locali. Queste ultime consistono principalmente in ionoforesi con salicilati o cortisonici, ultrasuoni pulsanti, laser-terapia particolarmente efficaci nelle neuropatie canicolari. Dopo il trattamento della fase dolorosa iniziale acuta può risultare utile provvedere all’impiego di farmaci neuroprotettori in grado di ridurre gli effetti dello stress ossidativi indotti dalla flogosi, potrebbero migliorare il trofismo del nervo. Numerosi studi clinici hanno dimostrato che l’acido alfa lipoico ha una azione neuroprotettiva.
L’acido alfa lipoico con la sua azione antiossidante e protettiva è in grado di migliorare la velocità di conduzione e il flusso ematico endoneurale ciò favorisce la riduzione del dolore e la fenomenologia ipo-disestesica. L’effetto antiossidante dell’acido lipoico è correlato all’azione della sua forma ridotta , l’acido di diidrolipoico che trasforma a sua volta la cistina in cisteina utilizzata per la sintesi del glutatione. E’ dimostrato inoltre che l’acido lipoico induce un’aumentata sintesi del NGF (Nerve Growth Factor) che riduce la perossidazione dei lipidi del tessuto nervoso e la formazione di radicali liberi.
In conclusione come dimostrato da studi clinici e sperimentali l’acido alfa-lipoico è un potente agente antiossidante con azione neuroprotettiva. E’ idrosolubile e liposolubile in grado di agire sia all’interno che all’esterno delle membrane cellulari, contrasta l’azione dei radicali liberi e i danni derivati dalla loro formazione. L’attività antiossidante dell’acido alfa-lipoico è risultata 400 volte più potente delle vitamine C e E. Queste peculiarità permettono di considerare utile ed efficace l’acido alfa-lipoico quale integratore nelle neuropatie periferiche in particolare lomboscialtalgia e cervicobrachialgia e sindromi canicolari caratterizzate da situazioni di stress ossidativi a carico dei tessuti e in particolare delle cellule costituenti il tessuto nervoso.
Caso proveniente da esperienza personale
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